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Basilica della SS. Annunciata

Basilica della SS. Annunciata

Informazioni
Collocazione: la Basilica della SS. Annunciata, conosciuta anche come Santuario del SS. Crocifisso di Como, è separata da viale Varese da un ampio sagrato chiuso da catene ma facilmente accessibile ai pedoni. La facciata, rivolta a est, occupa il centro del sagrato; ai lati della facciata due ampi portici sotto cui si aprono gli ingressi laterali.
Pavimentazione: asfalto
Barriere architettoniche: nessuna
Accesso: si accede alla Basilica dalle due porte laterali, a nord e sud, protette ognuna dal rispettivo porticato per l’accoglienza dei pellegrini. Il portale centrale invece è ordinariamente chiuso. Si apre solo nelle solennità, come, appunto, la processione della Settimana Santa.
Servizi: quasi di fronte alla Basilica, una edicola; a circa 200 m di distanza, su via parallela a nord, gli uffici della Regione Lombardia.
Svago e Ristorazione: lungo viale Varese, a nord del Santuario, sono presenti alcuni bar, caffetterie, alcuni ristoranti.
Orario di apertura: 6.30 – 11.45, 15.30 – 18.45

Descrizione
(Alberto Rovi)

La Basilica della SS. Annunciata, più conosciuta come Santuario del SS. Crocifisso di Como, è incorniciata dalle già citate due ali porticate a bugnato più arretrate, completate dall’arch. Luigi Fontana nel 1863. Con l’aggiunta di queste ali Fontana modificò notevolmente l’aspetto complessivo della facciata tardoneoclassica di Luigi Canonica (1824) a due ordini, ricordo della distrutta facciata dell’arch. Carlo Francesco Silva (1716-1731 ), con bronzi del Siccardi (sec. XIX), sovrastata dal gruppo dell’Annunciazione di Giuseppe Bayer che ne segnala la prima dedicazione. All’Annunciata è intitolata la Confraternita alle cui cure fu affidato il miracoloso Crocifisso ligneo a cui il Santuario deve la sua fama.
La chiesa, eretta al posto di un piccolo oratorio campestre nel tardo Duecento, dedicata alla Vergine Annunciata e gestita dalla Confraternita omonima, nel Trecento fu dedicata anche a San Pietro Celestino ovvero Pietro da Morone, diventato Papa con il nome di Celestino V e canonizzato nel 1313 (raffigurato in gloria in un gruppo ligneo del sec. XVII in controfacciata). Pietro era stato ospite della Confraternita e nei pressi del primitivo oratorio aveva fondato un monastero del suo Ordine, detto poi appunto dei Celestini. La chiesa rimase per lungo tempo affidata alla Confraternita, rimasta anche dopo l’abbandono dei monaci e l’erezione in parrocchia (1654). Fino al 1627 la chiesa, secondo consuetudine, fu orientata nella direzione opposta all’attuale. Nel 1627 l’impianto della chiesa venne modificato e l’orientamento divenne quello attuale. Con la modifica dell’impianto sorsero anche le due cappelle laterali dedicate al Crocifisso e alla Vergine, che sono le seconde entrando. Da qualche anno è stato ridotto a poca cosa il grande ossario barocco a ricordo della peste, che precedeva l’ingresso di sinistra, in fondo alla Galleria dei Miracoli. La Galleria dei Miracoli è così chiamata perché ricca di interessanti ex-voto dipinti, disgraziatamente ritagliati per adeguarli ad un’incorniciatura continua. In chiesa gli spazi sono decorati da opere barocche e neobarocche (affreschi di Gersam Turri e Mario Albertella, secc. XIX e XX), ad affresco e a stucco, armonico frutto di successivi interventi d’ingrandimento dal Seicento all’Ottocento. All’aggiunta del transetto absidato ideato da Antonio Nolfi e Giulio Galliori ( 1761 ) seguì il sopralzo della navata (Luigi Tatti, 1845-1853).
La prima cappella a sinistra (dipinti di G. Turri) è dedicata a S. Girolamo Miani, fondatore dell’Ordine dei Padri Somaschi, attuali rettori del Santuario. La fronteggia, con un affresco di Onorato Andina (1870), il fonte battesimale con coperchio in noce degli Artigianelli di Monza.
La seconda cappella a sinistra era gestita dai confratelli ed ospitava in origine il Crocifisso. L’ancona d’altare in marmi policromi è dell’architetto del Duomo di Milano Carlo Buzzi (1638-1649), gli stucchi della cupola con gli angeli e i simboli della Passione di Francesco Sala (1638), gli stucchi inferiori di Francesco Rusca (1648), i dipinti di G. Paolo Recchi (1649), con rifacimenti del sec. XIX.
Nella cappella della Vergine si ammirano affreschi e tele di Carlo Innocenzo Carloni, aiutato dai quadraturisti Carlo Giuseppe de Vincenti e Domenico Dobler (1725); statua in marmo dell’Immacolata ricavata da una Santa Margherita di G. B. Bianchi di Argegno (1666). All’incrocio del transetto quattro statue monumentali di Re e Profeti a stucco lucido di Stefano Salterio di Laglio ( 1785 circa).
All’altare sinistro, prima della statua di San Giuseppe, stava la tela del Nuvolone (sec. XVII) con il Martirio dì San Lorenzo, dal soppresso monastero di S. Lorenzo, ora nella cappella simmetrica alla sacrestia. Nel retrocoro tela del Martirio di San Pietro Martire, copia da Tiziano, da S. Giovanni Pedemonte.
Il campanile è di Francesco Brachetto (1694).

Contatti
Basilica della SS. Annunciata viale Varese 23; tel. 031.265180