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Tappa 1 – Dal sagrato della Basilica di S. Paolo al Parco Argenti

Descrizione

Il percorso dedicato alla scoperta della Cantù medioevale inizia nel “cuore” dell’antico borgo, alla sommità del colle di San Paolo, altura di origine morenica “regalo” dei ghiacciai quaternari al loro ritiro dopo l’ultima fase detta Würmiana. Qui è documentato fin dall’inizio del XII secolo un “castrum”, ovvero una struttura fortificata, attorno alla quale si andò sviluppando il borgo. Quando nel 1475 Cantù venne data in feudo a Francesco Pietrasanta, questa fortezza divenne la roccaforte della famiglia; pesantemente danneggiata nel 1527 dal Medeghino, fu ricostruita dai Pietrasanta in forma di palazzo signorile, inglobando i resti della precedente costruzione, facendo venir meno la sua originaria funzione difensiva. Ora il complesso, in attesa di restauro, non è visitabile. A fianco della rocca sorge la Basilica di S. Paolo con il suo caratteristico campanile, simbolo della città; l’originaria costruzione fu edificata verosimilmente nell’XI secolo ma venne più volte rimaneggiata, in particolare a partire dalla seconda metà del Cinquecento, quando San Carlo Borromeo ne aveva promosso il restauro per trasferirvi la Collegiata da S. Vincenzo di Galliano (1582).
Dall’antistante sagrato (“pasquèe”), con la caratteristica “rizzada” in ciottoli di fiume, si può godere una meravigliosa vista sulla sottostante città e, in lontananza, perdere lo sguardo sul Monte Rosa.
Si esce dal sagrato, trovandosi sulla propria destra l’oratorio della Beata Vergine o Madonnina di S. Paolo, eretto tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, inglobando una più antica immagine della Madonna del latte dipinta su un tratto sulle mura* che cingevano il borgo. L’oratorio è situato accanto al portale d’ingresso di casa Scotti, ex palazzo Archinto, nel cui giardino si trova la cosiddetta Porta Ferraia o di San Paolo, l’unica ancora esistente aperta lungo il perimetro orientale delle mura del borgo, anche se purtroppo non visitabile perché all’interno di una proprietà privata.
Si imbocca sulla sinistra, in discesa, l’acciottolata via don Carlo Annoni (con una fascia laterale in pietra a destra per chi scende), dedicata allo storico prevosto di Cantù dal 1830 al 1853, autore di Monumenti e fatti politici e religiosi del borgo di Canturio e sua pieve, edito nel 1835. Sul lato destro della via si incontra subito il severo palazzo della Casa Prepositurale di S. Paolo (ingresso al numero civico 3); durante gli ultimi restauri conclusi nel 2014, è emersa all’angolo tra via Annoni e via Cimarosa la parte inferiore di una torre medioevale, che conferma l’antichità del complesso. Dopo questi restauri, nella Casa Prepositurale è stato realizzato un Museo in cui sono conservati pregevoli testimonianze nella bimillenaria storia della Chiesa canturina; qui è conservato anche l’Archivio Prepositurale.
Si percorre tutta la via Annoni per circa 130 metri verso Piazza Garibaldi, attualmente la piazza principale di Cantù, che però verosimilmente non era la «Platea magna» del borgo medioevale. Il suo aspetto infatti era completamente diverso, essendo in parte occupata dalla grande chiesa di S. Cristoforo, ora scomparsa, e da altri edifici.
Dal colle di S. Paolo si può scendere anche attraverso la scenografica scalinata di età borromaica, costituita da 62 bassi gradini acciottolati, che porta all’ingresso sottostante del complesso Pietrasanta.
Al termine di via Annoni, si gira immediatamente a sinistra imboccando via Ariberto da Intimiano, tenendosi sul lato sinistro (stretta corsia pedonale, ma senza marciapiede). Al numero civico 1 un negozio di polleria, situato in un edificio che faceva parte del complesso già Pietrasanta, espone in vetrina alcune antiche vedute di Cantù e una copia di una pianta del borgo risalente al 1570, conservata nell’Archivio Diocesano di Milano. Lungo questo lato della via si succedono antichi palazzi, tra cui la Casa degli Alciati, con interessanti cortili e tracce di architetture medioevali, però non visitabili perché di proprietà privata.
L’antica Porta di Campo Rotondo* era situata su questa via, probabilmente in corrispondenza degli accessi ai numeri civici contrapposti 5b e 10b; si apriva dunque nella parte orientale della cinta muraria canturina, in corrispondenza dall’omonima contrada e immetteva nella Strada de’Chiosi, che, biforcandosi poco oltre, portava a nord-est verso Galliano e ad est verso Vighizzolo.
Si prosegue fino al numero civico 7, dove, sull’angolo dell’edificio, si trova murata una croce in pietra degli Umiliati, molto probabilmente in relazione alla vicina Domus Nova di San Giorgio, che si trovava all’incirca presso l’attuale Piazza degli Alpini. Si imbocca sulla destra l’asfaltata via Fiammenghini, l’antica “Strada Nuova” che costeggiava le mura cittadine ai piedi del colle di San Paolo; sulla sinistra si possono intravedere, sul colle, i diversi fabbricati del grande complesso già dei Pietrasanta e poi quelli della ex proprietà Archinto (nel cui giardino si trova la Porta Ferraia o di San Paolo).
Si superano sulla destra le strutture moderne della Scuola dell’Infanzia “San Paolo” (numero civico 12) e dell’Oratorio “San Giovanni Bosco” Centro Parrocchiale (numero civico 14); si prosegue diritto per circa 300 metri e poi si gira a sinistra, oltrepassando un grande cancello in ferro battuto, per entrare nel Parco pubblico Argenti (apertura dal 1 novembre al 31 maggio: 7.30-20.30; dal 1 giugno al 31 ottobre 7.30-22.30). Il Parco, di impianto ottocentesco, si sviluppa sulle pendici del colle di San Paolo tra le attuali via Dante e via Fiammenghini; fu donato al Comune di Cantù dalla famiglia Litta Modignani Argenti a metà degli anni Ottanta dello scorso secolo, in cambio del permesso di lottizzazione dell’omonima villa, ora frazionata ad uso residenziale. All’interno del Parco, nel 2014-2015 il gruppo QualcosaBolleInPentola, in collaborazione con la Fondazione Minoprio, ha realizzato un percorso con piccoli pannelli corredati di informazioni botaniche e ricette con le erbe spontanee del territorio, nell’ambito del progetto “Storia dell’uomo, storie di cibo. Ul mangiaa di noster vecc” selezionato per il concorso “Le scuole della Lombardia per Expo Milano 2015”.
Sul terreno del parco correvano le mura storiche della Canturium medievale, con il relativo terrapieno, come si può desumere dalla mappa di Carlo Montanara pubblicata nel 1835 da don Carlo Annoni, secondo cui la cinta muraria non si sviluppava lungo l’attuale via Innocente Molteni, ma in una posizione intermedia tra quest’ultima via e l’attuale villa Argenti. All’interno del parco sono infatti ancora visibili tratti di queste mura. La tradizione popolare narra dell’esistenza di cunicoli sotterranei che costituivano vie di fuga dal borgo soprattutto in caso di assedio.
Dall’entrata del Parco si segue il vialetto in ghiaia sulla destra, superando dopo un’ottantina di metri, un tempietto che riproduce una grotta in tufo, cui si accede da tre gradini sul lato anteriore. Si prosegue lasciandosi sulla sinistra un dosso erboso ombreggiato da alberi di leccio e si esce dall’altro cancello che si apre su via Dante 18, accanto alla bella portineria, ora sede del CAI cittadino. A lato del cancello è stata posizionata una antica macina da mulino, un tempo utilizzata per macinare grano e cereali; di fronte ad essa è una colonnina SOS per chiamate di emergenza.

Informazioni

Località di partenza Cantù, sagrato della Basilica di S. Paolo
Località di arrivo Cantù, Parco Argenti
Tipologia percorso urbano
Ambiente zona urbana
Lunghezza totale 1 Km circa
Tempo di percorrenza a piedi (esclusi tempi di visita): 20 minuti circa
Difficoltà Turistica
Dislivello in salita -
Quota massima 369 m
Pavimentazione asfalto, cubetti in porfido, piastrelle in porfido, acciottolato, ghiaia
Mezzi pubblici per raggiungere il punto di partenza autobus ASF in Piazza Parini
Mezzi pubblici nei dintorni del punto di arrivo autobus ASF in via Volta
Parcheggi presso il punto di partenza parcheggio gratuito nelle vicinanze della Caserma dei Carabinieri in via Murazzo

Punti di interesse


In questa tappa potrai trovare i seguenti punti di interesse:

* struttura scomparsa del tutto o in parte

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