Tappa 1 – Il piccolo monte
Descrizione
Questo percorso alla scoperta della natura e della storia di Montorfano inizia in Piazza Roma, vero “cuore” del paese. Risistemata nel 2006-2007, in leggera salita, offre uno scorcio paesaggistico particolarmente gradevole, con la sagoma verdeggiante del monte Orfano sullo sfondo. All’inizio della piazza svetta il Monumento ai Caduti, realizzato con un masso proveniente dallo stesso monte e inaugurato nell’ottobre 1921 per onorare i montorfanesi che hanno dato la loro vita per la Patria.
Ci si tiene nella parte destra della piazza, pavimentata in piastrelle di pietra e riservata ai pedoni. Nel lungo fabbricato adibito a uso residenziale e commerciale, al numero civico 18, si apre un grande arco. Lo si oltrepassa, si entra nell’androne e si percorre il vialetto che conduce a Villa Manusardi, ora sede del Municipio. Si consiglia di lasciare sulla sinistra l’ingresso agli Uffici al piano seminterrato, seguire il vialetto per altri 30 metri, imboccare sulla sinistra la scala a metà del roseto (ex limonaia), salire i 13 gradini pavimentati in lastre di pietra e, attraverso un altro vialetto in ghiaietto, arrivare al giardino antistante il piano terra della villa. Da qui si può avere una bella visione d’insieme dell’edificio, il cui primo nucleo sarebbe stato fatto costruire dalla famiglia Mandelli alla fine del Quattrocento – prima metà del Cinquecento. Le sue forme attuali, con la caratteristica pianta a U, si riferiscono alla seconda metà dell’Ottocento, quando giunse in eredità alla famiglia Manusardi. L’ultimo proprietario, Riccardo, la lasciò all’Unione Italiana Ciechi; nel 1985 venne acquistata dall’Amministrazione Comunale, che finora ha restaurato solo l’ala meridionale, la più antica e prestigiosa.
Si ritorna sui propri passi fino a Piazza Roma, si tiene la destra e dopo 50 metri, al numero civico 3, si apre un altro arco sormontato da uno stemma in marmo della famiglia Mandelli, che immetteva nell’ambito di Villa Gattoni (detta poi Bianchi). Un tempo questa dimora formava un unico complesso con l’attuale Villa Manusardi; il nome con cui è conosciuta deriva dal fatto che, nella prima metà del secolo XIX, Barbara Mandelli andò sposa a Gio. Battista Gattoni, parente del canonico Giulio Cesare, scienziato e amico di Alessandro Volta. Ora la villa e gli edifici di contorno sono frazionati in abitazioni private e pertanto non visitabili.
Immediatamente alla sinistra dell’ingresso della villa sorge la chiesa parrocchiale di S. Giovanni Evangelista, di origine medioevale, ma più volte rimaneggiata e ingrandita. Una delle poche testimonianze antiche rimaste è la grande tela della Crocifissione sull’altare maggiore, opera di un ignoto pittore della prima metà del secolo XVII.
Lasciando la chiesa sulla destra e facendo attenzione ai bassi elementi architettonici posti longitudinalmente per delimitare l’area pedonale, si imbocca l’asfaltata via Mandelli, in decisa salita. Al numero civico 4 si trova l’edificio della Scuola dell’Infanzia, voluto nel 1926 dall’allora parroco don Leone Galbusera e realizzato sul terreno del giardino della casa parrocchiale con il concorso della popolazione che contribuì con denaro e con opere manuali. La scuola è dedicata a Libico Maraja, celebre illustratore del Novecento che trascorse l’ultima parte della propria vita a Montorfano. Una ventina di metri più avanti, in corrispondenza della curva, al numero civico 6, si apre l’elegante cancello di quella che un tempo era Villa Lossetti Mandelli, fatta costruire ai primi del Novecento per Donna Pia Lossetti Mandelli (1873-1951) sulle propaggini del monte Orfano. Ora è una residenza privata e non visitabile; un ricordo della prima proprietaria e del suo lignaggio si può ancora osservare nello stemma sulla portineria, che comprende i tre leopardi dei Mandelli con l’aquila e le ossa incrociate dei Lossetti.
Si prosegue sempre in salita, seguendo tutta via Mandelli, fino ad un piccolo parcheggio, dove si imbocca il sentiero sterrato pianeggiante che si inoltra nel bosco. Dopo circa 150 metri si piega a destra nella deviazione che fa da “taglione” e, dopo altri 70 metri, voltando ancora a destra, ci si immette in una larga strada sterrata che sale sul monte, usata solo per il controllo dell’acquedotto, ma chiusa al traffico. Superata la “colorata” struttura del serbatoio dell’acquedotto, dopo 100 metri si incontrano sulla sinistra i primi resti del castello: il primo fossato delimitato verso est dai ruderi del recinto esterno della fortificazione, oggi solo parzialmente visibili, con una muraglia e la base di un massiccio torrione a lato del sentiero. Proseguendo, dopo 70 metri si incontra un secondo vallo, dominato un tempo da un’imponente cortina difensiva (il recinto interno) alla quale si accede attraverso i resti di una porta carraia e pedonale. A tale cortina si addossava verso l’esterno una torre e verso l’interno una serie di ambienti, il più importante dei quali – adiacente all’ingresso – è una sala quadrangolare che conserva le imposte angolari di una copertura a volta in laterizi. Si prosegue sul sentiero piegando verso sinistra per osservare quello che resta degli ambienti sopra menzionati, poi si segue il tracciato tenendosi sulla destra, in piano. Dopo 170 metri circa ci si trova sulla destra una struttura interrata di forma circolare, interpretata dagli archeologi come una cisterna per la raccolta dell’acqua, fondamentale per la sopravvivenza di chi abitava (o meglio, si rifugiava) nel castello. Nella seconda metà del XIII secolo (1277-1278) – inizio XIV (1311) il castello di Montorfano, tenuto dalla famiglia Torriani si trovò a subire due complessi assedi, il primo dei quali durato circa ben un anno e mezzo.
Dopo la cisterna, si prosegue per una decina di metri e si imbocca il sentierino sulla sinistra che sale alla cima (occorre però fare molta attenzione, perché il ciglio destro non è protetto e dà sul versante settentrionale del monte, molto ripido). Qui svettano i resti di una torretta di forma circolare con una struttura poligonale antistante, di cui rimangono i pilastri. Questa costruzione è di fattura più recente e dunque non riferibile al complesso fortificato medioevale; verosimilmente si tratta dei resti del cosiddetto “Belvedere”, voluto da Gian Battista Monticelli-Strada (citato da Gabriele Lossetti Mandelli in un suo manoscritto del 1845), che ebbe poi funzioni di casino di caccia. Il “Belvedere” fu realizzato sui resti di una struttura più antica in blocchi di pietra regolari compenetrati a lastroni di roccia in posto, interpretata come la base a scarpa di un torrione quadrangolare, probabilmente il mastio del castello.
Si ritorna sui propri passi, sempre facendo attenzione, e si prosegue diritto fino al vasto pianoro erboso sommitale, in corrispondenza del quale sono visibili altri allineamenti di pietre che fanno presumere la presenza di ulteriori ambienti. Da questo pianoro si gode una splendida vista sul lago e, nei giorni limpidi, fino a Milano. Da questo particolare si può capire quanto fosse strategica la posizione della rocca di Montorfano. Questo pianoro è il punto terminale del sentiero Meda-Montorfano, suggestivo percorso di 26 chilometri circa tra boschi e prati lungo i sentieri della Brughiera Briantea.
Si percorre a ritroso l’itinerario dell’andata fino all’imbocco del “taglione”, che però si ignora e si prosegue diritto sulla strada sterrata che scende fino a diventare asfaltata in corrispondenza di un gruppo di case sulla destra e poi si svolta a sinistra in via Crotto. Si consiglia di tenere la sinistra, bordata a tratti da un marciapiede. Dopo circa 120 metri, dopo la curva e l’incrocio con via Alle Selve, alla propria destra si erge una collinetta recintata (proprietà privata) su cui si presume, secondo le indicazioni di alcuni documenti reperiti, sorgesse un tempo la “Bastia”, ovvero l’avamposto del castello, realizzato attorno al 1275 nel punto più estremo del territorio milanese e comasco in una posizione che si collegava con l’antica strada che da Como portava all’attuale Erba e a Lecco.
Si prosegue ancora lungo via Crotto, sempre tenendosi sulla sinistra per circa un chilometro, fino ad arrivare all’incrocio con la trafficata via Como, in corrispondenza della cappellina con un mosaico de La Pietà, fatta realizzare dall’allora parroco don Ettore Bianchi in occasione della fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945.
Qui si attraversa sulle strisce pedonali e si prosegue sull’ultimo tratto della pista ciclopedonale parallela a via Como, pavimentata in piastrelle di cemento, che poi, in corrispondenza del semaforo, diventa una striscia pedonale in cubetti di porfido a livello della strada.
Dopo circa 200 metri, ci si può affacciare all’ingresso del cortile al numero civico 7 (“Curt del Muscin”), che rappresenta un classico (e particolarmente suggestivo) esempio di corte brianzola, con la casa colonica con il porticato, la stalla, il fienile, in cui si possono respirare ancora le atmosfere “di una volta”. Anche la corte al numero civico 8 (“Curt Vergutina”), sull’altro lato della strada, è molto interessante. Proseguendo ancora sulla striscia pedonale di via Como che si fa via via sempre più stretta in corrispondenza della strettoia, occorre fare molta attenzione, tenendosi sulla destra. Altre corti restaurate si aprono al numero 3 (“Curt del Mangiauga”) e al numero 1 (“Curt Maisana”). Si consiglia di entrare in quest’ultima, di attraversarla, e uscire sulla sinistra dall’androne ad arco che dà su Piazza Roma. Si attraversa quindi sulle strisce pedonali in corrispondenza del semaforo e ci si ritrova nella piazza.
Informazioni
Località di partenza Montorfano, Piazza Roma
Località di arrivo Montorfano, Piazza Roma
Tipologia del percorso urbano; turistico-escursionistico
Ambiente zona urbana, zona extraurbana
Lunghezza totale 3,9 Km circa
Tempo di percorrenza (a piedi) 1 ora e mezza circa
Difficoltà Turistico-escursionistica
Dislivello in salita 150 m circa
Quota massima 554 m (cima del monte Orfano)
Pavimentazione asfalto, piastrelle in pietra, lastre di pietra, acciottolato, cubetti in porfido, sterrato, erba
Mezzi pubblici per raggiungere il punto di partenza fermate degli autobus extraurbani all’inizio di via Brianza (vedi sito bus di linea)
Mezzi pubblici nei dintorni del punto di arrivo fermate degli autobus extraurbani all’inizio di via Brianza (vedi sito bus di linea)
Parcheggi presso il punto di partenza parcheggio del Municipio in via Molera, parcheggio del Mercato in via Brianza
Punti di interesse
In questa tappa potrai trovare i seguenti punti di interesse:
- Il monte Orfano
- Villa Manusardi
- La famiglia Mandelli
- Villa Gattoni
- S. Giovanni Evangelista
- Resti del castello di Montorfano*
- Le corti
* struttura scomparsa in parte
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