Tappa 2 – Il lago
Descrizione
La seconda tappa di questo percorso “abbraccia” idealmente la raccolta delle “lacrime” del piccolo monte solitario, ovvero il lago di Montorfano.
Da Piazza Roma, al semaforo si attraversano le strisce pedonali all’inizio di via Como, entrando nella corte; si svolta subito a sinistra, imboccando lo stretto passaggio tra le vetrine di un’agenzia immobiliare e di una caffetteria. Si esce all’inizio di via Cantù, si gira a destra e si incontrano gli ingressi (prima quello pedonale e subito dopo quello carraio al numero civico 2) di Villa Barbavara, che prende il nome dagli attuali proprietari. Possiamo ipotizzare che la famiglia Mandelli, verso la fine del Quattrocento, fece realizzare questo edificio, inglobando strutture più antiche (probabilmente una più antica torre di vedetta, forse legata allo stesso castello), che poi diventerà la dimora del ramo principale della famiglia. La costruzione subì in seguito notevoli ampliamenti e trasformazioni, che la portarono ad assumere l’aspetto attuale, con un vasto parco degradante verso il lago. Si prosegue sul marciapiede lungo via Cantù, in piastrelle di cemento, separato dalla strada da un filare di Carpini neri, che rende questo tratto particolarmente suggestivo. Dopo circa 200 metri, in corrispondenza del numero civico 9, si può vedere a bordo strada una porta di ferro che introduceva in una ghiacciaia.
Dopo circa 170 metri, sul lato sinistro di via Cantù si apre il Viale delle Rimembranze, inaugurato il 25 aprile 1975, che porta al Cimitero “nuovo”; proseguendo, dopo altri 40 metri, guardando sulla destra al di là della recinzione del parco di Villa Barbavara, si può vedere il Rivo del Molino, con le sue chiuse. Il Rivo del Molino è l’emissario del lago di Montorfano, che più avanti verso est si immette nella Roggia Lubiana, la quale confluisce nel torrente Terrò, affluente del Seveso.
Si percorre tutto il marciapiede lungo via Cantù fino a svoltare a destra nella strada sterrata che porta al lago di Montorfano, indiscusso “protagonista” di questa tappa del percorso. Ricordiamo che il lago e le sue sponde sono tutelate dal 1984 da Regione Lombardia come Riserva Naturale parziale biologica e dal 2003 anche come S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario). Si raccomanda pertanto di osservare le norme di comportamento indicate sui pannelli nei punti di accesso e all’interno dell’area protetta.
All’inizio della strada sterrata, sulla destra, si apre il cancello che immette, dopo un breve tratto, alla darsena dei pescatori e alla ghiacciaia fatta costruire agli inizi del Novecento dal conte Giovanni Barbavara, la più grande e meglio conservata di quelle rimanenti (non visitabile perché privata). Si prosegue per circa 400 metri; al bivio, si imbocca il sentiero sulla destra (sentiero “basso”), che porta rapidamente all’ingresso del Lido. Aperto negli anni Venti del secolo scorso sulla riva sud-orientale del lago, è un vasto spiazzo erboso circondato da una pineta, con un bar-ristorante. Nello spiazzo antistante l’ingresso si possono vedere i resti circolari di tre ghiacciaie costruite tra il ’700 e l’800. Proseguendo per il sentiero “basso”, dopo circa un centinaio di metri, sulla sinistra si può intravedere la Cappella Lossetti Mandelli, che sorge al centro del “Cimitero vecchio”, realizzato verosimilmente all’inizio dell’Ottocento a seguito delle prescrizioni dell’Editto napoleonico di Saint Cloud. La tradizione vuole che in questo luogo ci fosse già un lazzaretto, attorno al quale sarebbero stati sepolti precedentemente anche i morti delle diverse epidemie che si sono succedute nei secoli. Fu sostituito nei primi decenni dello scorso secolo dal nuovo camposanto in via Cantù; alla fine degli anni ’80 l’ingresso fu murato per scoraggiare atti vandalici.
Si continua a seguire il sentiero, immergendosi nella natura, con il bosco alla propria sinistra e la zona paludosa e il lago alla propria destra, in un’atmosfera che sembra incantata. Occorre comunque fare attenzione ai tratti umidi e ai tratti sconnessi o con radici affioranti. Dopo circa 350 metri ci si trova nella località tradizionalmente nota come “Il Castagno”, per la presenza di un antico esemplare proprio sulla riva, con le radici quasi nell’acqua. Ora questa pianta non esiste più, ma è stata sostituita da una più piccola, donata dalla famiglia Barbavara e piantata dai bambini della Scuola dell’Infanzia del paese nel novembre 2024, per mantenere la tradizione. Qui è anche presente una piattaforma per la sosta dei visitatori e per la pesca. Sulla collina morenica che cinge la sponda meridionale del lago si trova il Golf Club Villa d’Este, un vero angolo inglese nel verde della Brianza, dove, dal 1926 ad oggi, campioni, personaggi celebri e appassionati hanno praticato tale sport su un percorso a 18 buche, disegnato dall’architetto britannico Peter Gannon, su una distanza di 5760 metri, in una cornice naturalistica e paesaggistica davvero suggestiva. Si prosegue lungo il sentiero, sempre costeggiando il lago e la palude retrostante per altri 700 metri circa, giungendo ad un’altra piattaforma in legno, in corrispondenza della quale si possono vedere sulla sinistra i resti della ghiacciaia più antica, detta “Giazerùn”, di circa 9 metri di diametro e 5 metri di altezza; si consiglia però di non entrare a visitarla per ragioni di sicurezza. Si prosegue ancora per 200 metri, uscendo nel prato detto “la spiaggetta”; si percorre quindi lo stretto sentiero tra la recinzione della Tenuta Sant’Andrea (un tempo Cascina Incastro, ora ristorante e location per matrimoni) per 170 metri fino a svoltare a destra, seguendo il tracciato tra il prato e il fitto canneto della sponda settentrionale. Dopo 150 metri (fare attenzione ai due paletti in ferro) ci si immette nella pista ciclopedonale, pavimentata in piastrelle di cemento, che si snoda parallela a via Como, consentendo di compiere in sicurezza questo ultimo tratto. Dopo un centinaio di metri dall’immissione sulla ciclopedonale, si può vedere dall’altro lato della strada il prato del vecchio lavatoio, chiamato anche “Prato Fontana”, interessante zona umida riqualificata nel 2019 – inizio 2020 dal Parco Regionale della Valle del Lambro.
Continuando sulla ciclopedonale, approssimativamente in corrispondenza della strada privata che si stacca sulla destra da via Como e porta alla Residenza “Le Ville”, dove ora si trova un fitto canneto, al termine della Prima Guerra mondiale, a causa della scarsità delle fonti energetiche, il conte Giovanni Barbavara aveva predisposto lo scavo di alcune trincee per l’estrazione della torba. Durante i lavori vennero alla luce i resti di un insediamento palafitticolo databile all’età del Bronzo Recente (XIII secolo a.C.), riferibili alla cultura di Canegrate.
Si prosegue lungo la ciclopedonale, che in corrispondenza del semaforo diventa un striscia pedonale in cubetti di porfido a livello della strada. Si continua su questa striscia, che si fa via via sempre più stretta in corrispondenza della strettoia: occorre perciò fare molta attenzione, tenendosi sulla destra. In corrispondenza dell’ingresso alla corte al numero civico 1 si attraversa via Como sulle strisce pedonali e, voltando a destra, ci si immette in via Agliati che porta in Piazza Roma, nostro punto di partenza.
Informazioni
Località di partenza Montorfano, Piazza Roma
Località di arrivo Montorfano, Piazza Roma
Tipologia del percorso urbano; turistico-escursionistico
Ambiente zona urbana, zona extraurbana
Lunghezza totale 3,3 Km circa
Tempo di percorrenza (a piedi) 1 ora circa
Difficoltà Turistico-escursionistica
Dislivello in salita –
Quota massima 410 m (Piazza Roma)
Pavimentazione asfalto, piastrelle in cemento, cubetti in porfido, sterrato.
Mezzi pubblici per raggiungere il punto di partenza fermate degli autobus extraurbani all’inizio di via Brianza (vedi sito bus di linea)
Mezzi pubblici nei dintorni del punto di arrivo fermate degli autobus extraurbani all’inizio di via Brianza (vedi sito bus di linea)
Parcheggi presso il punto di partenza parcheggio del Municipio in via Molera, parcheggio del Mercato in via Brianza
Punti di Interesse
In questa tappa potrai trovare i seguenti punti di interesse:
- Villa Barbavara
- Il lago di Montorfano
- Le ghiacciaie*
- Il Golf Club Villa d’Este
- La torbiera
- Un lontano passato: l’età del Bronzo
* strutture scomparse in parte
Gallery
Sfoglia la Gallery della Tappa:













